Queste che trascorrono sono settimane grigie.
Siamo ormai all’implosione della politica dell’Amministrazione Cammarata.
Il Sindaco e i suoi assessori navigano a vista senza avere un piano programmatico e affrontano, con improvvisazione, emergenza dopo emergenza.
Lo scollamento che questa classe politica ha con la città diventa ora dopo ora una voragine incolmabile.
Una città che vive senza la garanzia dei servizi essenziali e la cui è origine è rintracciabile, in parte, nello sfascio del sistema di gestione clientelare delle ex Aziende municipalizzate.
Una politica clientelare e raffazzonata che gestisce come fosse cosa propria ogni bene della collettività, si tratti dell’assegnazione di un bene confiscato piuttosto che della gestione di affidamenti diretti di opere pubbliche.
Una politica che abbandona le borgate al proprio destino chiudendo servizi e perfino i centri aggregativi per l’infanzia e non riuscendo ad assicurare una data di rinnovo per le attività.
Una città in cui essere giovane, anziano o disabile diventa l’anticamera per l’esclusione sociale.
Le comunità per disagio psichico e per i minori chiudono uno appresso all’altra per l’assenza di fondi destinati e 15.000 palermitani,tra anziani e disabili, vengono esclusi perfino dall’assegnazione degli abbonamenti per il trasporto pubblico.
Una città che vede dilagare la violenza e la prepotenza della piccola e grande criminalità organizzata proprio per assenza e mancanza di credibilità istituzionale dei suoi rappresentanti.
Centinaia di disperati affollano giornalmente il Palazzo di città, le cui porte sono sempre e rigorosamente chiuse a causa dell’assenza delle massime autorità ciitadine.
In centinaia chiedono diritti: una casa, un lavoro, l’erogazione dei servizi sociali bloccati da troppi mesi.
Ed in ultimo uno dei casi forse più emblematico : la vicenda S.P.O. che ricatta parte della politica cittadina proprio perché utilizzata come bacino di clientela in cui con fondi pubblici ancora una volta c’è chi ha garantito occasioni lavorative per i propri familiari ed amici.
Tutto questo è uno spettacolo al quale non abbiamo mai voluto assistere e al quale con forza ancora una volta oggi ci ribelliamo.
C’è bisogno di RIGORE, di REGOLE CERTE, di DIRITTI in questa meravigliosa Palermo.
Il Gruppo che rappresento ha deciso di alzare ancora una volta i termini del confronto con chi amministra questa città per rimarcare,oggi come ieri, una linea di differenziazione sempre più netta tra NOI e LORO.
Personalmente sarei pronto a valutare un potenziale piccolo aumento graduale della Tarsu per gli anni passati (ma mai ratificare il 75% da noi considerato illegittimo) pur di salvare le casse comunali dal dissesto e poter così provvedere immediatamente alla votazione del Bilancio in cui destinare la stragrande maggioranza delle somme ai servizi sociali.
Ma tutto questo un minuto dopo la votazione della mozione di sfiducia al Sindaco o delle sue spontanee DIMISSIONI.
Palermo merita di voltare pagina e di avere una classe politica che non improvvisi ma che pianifichi una fuoriuscita dal baratro in cui il Cammarata l’ha sprofondata.