Archive for gennaio, 2010

Tavolo tecnico in prefettura: ancora un buco nell’acqua!

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RIOCCUPAZIONE DELLO ZETALAB: Comprensibile e legittima!

20100125_corteo_zetalabTanti anni fa i nostri contadini, vessati dai potenti di turno (a volte nonni di questi amministratori di oggi), occupavano le terre opponendosi alla grande ingiustizia (normata con legge) del latifondo.

Le occupazioni di allora furono lo strumento per ottenere la riforma agraria e quindi la redistribuzione dei beni e la base per il raggiungimento della giustizia sociale.

In nome della legalità si stanno compiendo in questa terra le porcate più grandi.

E’ legale prendere incentivi statali e poi licenziare migliaia di lavoratori (FIAT).

E’ legale portare i capitali provenienti dal malaffare e dal riciclaggio internazionale in Italia attraverso lo scudo fiscale.

E’ stato legale prendere accordi con prestanome dei boss e decidere i tariffari regionali delle prestazioni sanitarie private e poi farli applicare… e potrei non finire….

E’ stato legale per il Sindaco Cammarata nel 2003 non offrire una soluzione abitativa per i 32 sudanesi richiedenti asilo tanto da delegare il Laboratorio Zeta dell’accoglienza.
Dal 2003 infatti il Comune paga a Zeta le bollette dell’acqua mensilmente , dopo averne riconosciuto con nota uffiale il grande valore sociale (delegandoli così di un problema che oggi come allora non ha saputo risolvere) dietro indicazione del Prefetto di allora.

E’ legale per un’amministrazione non dare una casa ai senza casa.
E’ legale non garantire l’assistenza ai disabili o agli anziani.
E’ legale non pagare per 13 mesi le comunità alloggio per minori e anziani.
E’legale dare agli amici i beni confiscati alla mafia.
E’legale perfino dare finanziamenti ad associazioni di amici senza bando pubblico.

A questo modo di intendere la legalità io mi oppongo e mi opporrò sempre, accogliendo come un nipote il testamento morale di chi occupava le terre contro lo strapotere dei latifondisti di allora.

Quando in un paese democratico lo Stato dice che si è ripristinata la legalità e dall’altra parte c’è la gente che grida all’ingiustizia significa che la democrazia stesso è in pericolo.

Viviamo oggi in un paese in cui le regole sono state sovvertite!

LA VERA LEGALITA’ STA NEL RISPETTO DEI DIRITTI UMANI E CIVILI!

Per restare in tema di giustizia: esiste giuridicamente “LO STATO DI NECESSITA’ “.
Stato di necessità è quello in cui da 6 giorni di non risposta le istituzioni hanno costretto i ragazzi sudanesi.
Questo rende giuridicamente LEGITTIMI comportamenti che altrimenti non lo sarebbero.
LA RIOCCUPAZIONE DELLO ZETA, dettato da questo stato di necessità ( necessità sanitaria, necessità di un tetto sotto il quale dormire, necessità del semplice bisogno di meritarsi una risposta certa) è un atto comprensibile, legittimato e di forte riappropriazione di dignità e di diritto all’esistenza.

Non può accadere che in democrazia si assista ad una non risposta istituzionale a gravi disagi sociali. questa è illegalità.
Sono dalla parte di Zeta, lo ero ieri e lo sono oggi più di ieri.
Quando delle leggi sono ingiuste e inumane e nella loro ibrida applicazione rischiano di rendere ingiusto e inumano anche te stesso e la morale comune di una cittadinanza allora si ha il dovere civico di combatterle, contrastarle e chiederne la non applicazione.
L’illegalità sta a monte, non a valle.
L’illegalità è quella di un’amministrazione che nega spazi di aggregazione e accolgienza culturale e sociale e che agevola associazioni amiche per scalzare chi con il proprio lavoro è scomodo avversario.
Così stanno i fatti ed io ho scelto da che parte stare…

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Oggi ennesima giornata di immobilismo istituzionale, la quinta.

Ieri, durante un tavolo in Assessorato al Patrimonio alla presenza mia, dei sudanesi, dei rappresentanti dello ZetaLab e dell’assessore Di Giovanni l’Amministrazione ha chiarito definitivamente di non avere risposte nè offerte praticabili per assenza di strutture adeguate e immediatamente agibili e di fondi per un ricovero d’urgenza.
Nessuna proposta fattiva quindi.

E’ falsa pertanto la notizia di una proposta risolutiva presentata e non accettata dai ragazzi ormai stremati così come è apparso sulla stampa dei giorniscorsi.

Intanto cresce l’emergenza sanitaria per le condizioni dei ragazzi sudanesi. C’è chi ha i piedi gonfi e chi trema dal freddo per via della febbre presa sotto l’acqua di questi 4 interminabili giorni di assenza di risposte.

Stanotte si prospetta la quinta notte di gelo, freddo,insensibilità e silenzio.

Nonostante le varie richieste dell’intervento della Prefettura vediamo che nemmeno da quel fronte arrivano nè interventi nè convocazione di tavoli urgenti per richiamare tutti gli attori alle proprie responsabilità.

La tensione va salendo ora dopo ora e il muro di silenzio attorno alla vicenda ne è nutrimento ed esaspera soltanto gli animi già provati dal protrarsi delle inumane condizioni.

Ritengo pertanto moralmente responsabile l’Amministrazione e la Prefettura di qualsiasi precipitazione di una vicenda che ormai assume il carattere della negazione dei diritti umani fondamentali e dell’emergenza sanitaria e di una possibile precipitazione dell’ordine pubblico che è mia intenzione scongiurare.

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Sabato ore 16,00 – Manifestazione per una città libera, antirazzista, solidale

zetaNonostante lo sgombero il Laboratorio Zeta va ben oltre le sue pareti: in nove anni di storia lo Zeta ha restituito uno spazio pubblico nel quale la dimensione locale e le dinamiche globali sono state raccontate ed intrecciate in un unico vissuto che ci ha permesso di vivere meglio una Palermo in cui la cultura, gli spazi di socialità e scambio sono sempre più ristetti e relegati alla sfera del privato.

In una città che tende al silenzio, che preferisce nascondere i conflitti anziché affrontarli, che garantisce solo le clientele e le connivenze, noi rivendichiamo il peso e l’importanza di case vere per tutti, di luoghi di accoglienza laici e orizzontali, di spazi di aggregazione liberi e autogestiti.

In una città che ammutolisce ogni giorno di più, noi rivendichiamo la nostra storia.
SABATO 23 GENNAIO 2010
MANIFESTAZIONE
PER UNA CITTA’ LIBERA, ANTIRAZZISTA,
SOLIDALE CON SE’ STESSA

concentramento ore 16 al Laboratorio Zeta/presidio permanente, via A.Boito 7

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Nessuna soluzione per lo Zeta e per i 32 rifugiati. La proposta dell’Amministrazione solo una Bufala!

Vergognosamente l’individuazione di un locale da destinare all’accoglienza dei sudanesi era  soltanto un’operazione mediatica dell’amministrazione che ancora una volta dimostra la propria inadeguatezza e inaffidabilità.

Oggi, una volta giunta sul posto per il sopralluogo, la delegazione dei manifestanti e dei sudanesi ha trovato davanti ai propri occhi solo il degrado di un luogo abbandonato, in scarse condizioni igieniche e con urgente necessità di inteventi manutenzione ordinaria e straordinaria per l’ammontare di alcune centinaia di migliaia di euro. Un posto malconcio e insalubre!

Impossibilitati, di fatto, trasferirsi (se non dopo lavori di mesi) i ragazzi dello Zeta per la terza notte vedono prospettarsi ancora freddo, gelo e sofferenza sui marciapiedi di quella che fino a poche ore fa era ancora casa loro, l’unica certezza in questa terra di Sicilia.

Chiediamo immediatamente l’intervento della Prefettura a tutela dei diritti umani e civili di cui anche le Nazioni Unite ieri si sono interessate inviando la propria delegazione.

Così non si fa altro che fomentare la disperazione e la rabbia.

Non si può parlare di legalità se non si è in grado di praticarla garantendo i diritti fondamentali.

E’ proprio da questa colpevole incapacità che deriva l’autorganizzazione dei disperati di Palermo che provvedono da sè ai propri bisogni.

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Sui tetti del Laboratorio Zeta per bloccare lo sgombero

20100119_sgombero_zetaStamattina in via Boito, davanti al Laboratorio Zeta si è presentata la polizia, tentando uno sgombero.

Da stamattina rimaniamo sul tetto, per protestare contro questa presa di posizione insensata.

Il Laboratorio Zeta rappresenta un simbolo di come l’azione sociale si sostituisca in questa città all’amministrazione: i locali di via Boito, erano destinati a diventare un asilo, ma sono rimasti nel più assoluto degrado e inutilizzo, fino alla nascita del Laboratorio Zeta. Che fra l’altro, viene tacitamente riconosciuto dall’amministrazione, visto che risulta intestatario di un contratto AMAP e riceve regolarmente le bollette!!

Negli anni è diventato un luogo di accoglienza, aggregazione e integrazione, non solo per il quartiere, ma per l’intera città. Ha accolto nei suoi locali 32 rifugiati politici sudanesi, che rischiano adesso di trovarsi senza un tetto.

E’ una vergogna che dopo anni di lavoro difficoltoso e senza strumenti per creare una reale integrazione attraverso attività didattiche e culturali, si voglia sgomberare questo luogo!!

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Approvata la nostra mozione per istituire la Consulta dei migranti, i consiglieri aggiunti e l’Ufficio della Pace

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare.
(Autore anonimo. Attribuita anche a Bertolt Brecht)

Consigliere proponente:Fabrizio Ferrandelli

MOZIONE
Oggetto: Impegno per l’approvazione del Programma Comunale per l’Immigrazione, per l’istituzione: dell’Osservatorio sull’Immigrazione, della Consulta dei Migranti, dei Consiglieri comunali Aggiunti in rappresentanza delle diverse comunità etniche residenti in Palermo e per la traduzione delle normative comunali nelle lingue delle diverse comunità etniche residenti nel territorio comunale.
Mandato al Presidente del Consiglio comunale per l’istituzione dell’Ufficio per la Pace.

Palermo città per la Pace, 10 dicembre 2008

Preambolo
Ognuno di noi non sceglie dove nascere ma ha il diritto di scegliere dove vivere. I diritti umani e civili e i conseguenti doveri seguono la persona e non viceversa. Nessuno è straniero sulla terra.

Il Consiglio Comunale di Palermo-città per la Pace

Visto
o i rapporti ONU;
Denuncia che
o 852 MILIONI DI PERSONE SOFFRONO LA FAME;
o UN MILIARDO E 100 MILA ESSERI UMANI NON HANNO ACCESO A FONTI DI ACQUA POTABILE E OGNI ANNO PER QUESTO DIRITTO NEGATO MUOIONO 8 MILIONI PERSONE;
o CON I SOLDI CHE SI SPENDONO OGNI GIORNO NELLA GUERRA IN IRAQ, SI POTREBERO VACCINARE TUTTI I BAMBINI DEI PAESI POVERI, SALVANDOLI DA MALATTIE ENDEMICHE E DALLA MORTE;
o CIRCA UN MILIARDO DI PERSONE IGNORA CHE COSA SIA L’ASSISTENZA MEDICA;
o UN MILIARDO DI PERSONE NON HA ENERGIA ELETTRICA;
o UN MILIARDO DI PERSONE SONO ANALFABETA;
o OGNI ANNO 15 MILIONI DI PERSONE VENGONO UCCISE DA MALATTIE INFETTIVE: IL 97% NEI PAESI DEL SUD DEL MONDO;
o il ricco occidente spende ogni anno 1.000 miliardi di dollari in armi (di cui: USA 450 miliardi di dollari – Gran Bretagna 47 miliardi – Francia 46 – Giappone 42 – Cina 35 – Germania 33 – Italia 28 – Russia 19 – Arabia Saudita 18 – Canada 11 – vedi allegato 2): per gli economisti basterebbe utilizzare il 5% di questi fondi spesi in armi per combattere davvero POVERTÀ, DENUTRIZIONE,AIDS;
o le 220 persone più facoltose del pianeta possiedono beni e ricchezze che superano il reddito di 2 miliardi e mezzo di persone;
o 3 miliardi di persone si trovano a vivere con l’equivalente di due dollari al giorno;
o una mucca europea riceve l’equivalente di finanziamento pubblico pari a 5 dollari al giorno;
o le risorse della Terra, insieme alle attuali tecnologie, sono più che sufficienti per rendere dignitosamente vivibile l’esistenza di tutti e quindi lo stato di disuguaglianza esistente non è dovuto alla carenza di risorse e mezzi, ma è determinato da precise scelte politiche;
o delle migliaia di miliardi di dollari che vengono movimentati ogni giorno nel mondo, solo il 5% riguarda scambi commerciali o transazioni economiche reali, il 95 % è impiegato in speculazioni e arbitraggi, nell’immenso gioco di fluttuazioni dei cambi e di speculazioni sui differenziali dei tassi di interesse, il denaro viene impiegato per moltiplicare denaro con cui fare altri soldi, strozzando l’economia reale e impedendo l’equa ripartizione delle risorse e delle ricchezze del mondo;

dichiara che
l’attuale crisi economica e finanziaria per quanto denunciato non è una eventualità, ma è espressione di un modo di produzione che impedisce l’equa ripartizione delle risorse e delle ricchezze fra tutti gli esseri umani;

Ritiene che
o i grandi flussi immigratori non sono quindi una fatalità, sono la conseguenza – come denunciato – di un mondo ingiusto, di politiche incapaci di dare a tutti dignità, speranza, futuro;
o nessuno abbandona volentieri la sua terra, i suoi affetti, le sue radici, lo fa se ha come alternativa la miseria, la guerra, la morte;
o che dietro l’etichetta di clandestini ci sono persone che lavorano duramente nelle nostre case, nelle nostre fabbriche e nei nostri cantieri quasi sempre in condizioni di supersfruttamento, e sempre più frequentemente in condizioni di schiavitù, rese possibili dalla loro condizione di invisibilità e illegalità;
o l’attuale legislazione ha incentivato la clandestinità e il lavoro nero, consegnando tanti uomini e donne al caporalato e alle mafie;

dichiara che
o l’illegalità maggiore non è di chi – a causa di una legislazione sbagliata – ha solo la colpa di non aver i documenti in regola, ma è di chi approfitta di una legge sbagliata per violare i diritti più elementari;
o negare diritti fondamentali anche a un solo uomo è come negarli a tutti perché è solo la loro universalità a renderli concreti ed operanti;

Considera necessaria
la costruzione di nuovi luoghi “politico-sociali” che possano esprimere nuove categorie analitiche per meglio comprendere il ruolo e le funzioni delle città e degli organi che le rappresentano e le governano anche rispetto al fenomeno immigratorio, cercando attraverso approssimazioni successive non l’unità, ma la molteplicità, non la sintesi che non ospiti varianti, ma ragioni diverse per raggiungere lo stesso fine.

Il Consiglio comunalesi impegna a deliberare entro 45 giorni dall’adozione della presente

Il Programma comunale integrato per l’immigrazione, uno strumento per definire gli indirizzi e gli interventi idonei a perseguire gli obiettivi dell’integrazione/inclusione sociale delle cittadine e dei cittadini stranieri immigrati residenti nel territorio comunale.


Il Consiglio comunale
dà mandato al Presidente del Consiglio comunale di istituire entro 10 giorni dall’adozione del presente provvedimento l’Ufficio per la Pace composto dall’Ufficio di Presidenza e da un consigliere per ciascun gruppo consiliare;

dà mandato alla Segreteria Generale e all’Ufficio di Staff del Consiglio comunale di predisporre entro 30 giorni una proposta di deliberazione relativa all’istituzione e all’articolazione dei seguenti strumenti:

1. della Consulta dei Migranti,
2. dell’Osservatorio comunale sull’immigrazione;
3. dei Consiglieri Comunali aggiunti in rappresentanze delle comunità straniere residente nel territorio comunale.

Per quanto considerato necessario in premessa il Consiglio comunale impegna il Presidente del Consiglio comunale
a convocare entro 20 giorni dall’adozione della presente mozione, una seduta di Consiglio comunale invitando i rappresentanti delle diverse comunità residenti nel territorio comunale, i soggetti sociali impegnati nell’accoglienza dei migranti per dare inizio alla costruzione di nuovi luoghi politico-sociali.

Il Consiglio comunale  impegna il Sindaco, la Giunta e gli Uffici competenti
ad adottare tutti i provvedimenti per realizzare – colmando finalmente una grave inadempienza civica – la traduzione delle norme comunali nelle lingue delle diverse comunità etniche residenti nel territorio comunale;

Il Consiglio comunale invita Il Presidente del Consiglio dei Ministri, il Governo e il Parlamento della Repubblica Italiana a:

o modificare l’attuale legislazione sull’immigrazione e per dotare gli enti locali di strumenti giuridici ed economici per realizzare una vera politica di inclusione sociale nel rispetto dei diritti umani, delle diversità e nel rispetto dei valori democratici della nostra Carta Costituzionale; introdurre rispetto all’acquisizione del diritto di cittadinanza accanto allo ius sanguinis anche lo ius soli finalmente liberato da tutte le limitazioni vigenti;
o estendere ai lavoratori migranti – costretti a lavorare in nero – che denunciano i caporali e/o i datori di lavoro, le misure previste a favore delle prostitute extracomunitarie che denunciano i loro sfruttatori.

Il Consiglio comunale invita Il Presidente, il Governo e il Parlamento della Regione Siciliana ad approvare – seguendo l’esempio di altre amministrazioni regionali più virtuose – una legge regionale per dotare la nostra regione, che si fregia di essere “CAPITALE del MEDITERRANEO”, e gli enti locali di tutti gli strumenti giuridici ed economici necessari – data la dimensione e la dinamica del fenomeno immigratorio nella nostra terra – per costruire con tutte le realtà etniche, sociali e politiche presenti nel territorio una via “siciliana”, mediterranea all’inclusione sociale.

Palermo-città per la Pace, 10 dicembre 2008

Il consigliere
Fabrizio Ferrandelli

approvata in aula IL 14 GENNAIO 2009 dopo testarda battaglia

mozione_migranti
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Italia dei Valori a fianco dei lavoratori di Termini Imerese

termini

Non può essere ignorato il grave danno sociale che deriverebbe dalla chiusura dello stabilimento FIAT a Termini.

Per questo IdV si schiera a fianco dei lavoratori, e sottopone a FIAT due proposte. Le  ipotesi restano due: se FIAT rimane deve mantenere i livelli occupazionali, confermare il nuovo piano industriale annunciato nel 2008, ad oggi disatteso; se FIAT va via deve dire quale sostegno intende dare ai lavoratori, cede simbolicamente al prezzo di 1 euro tutti gli impianti, immobili e terreni alla Regione Siciliana.

http://ferrandelli.it/wp-content/plugins/downloads-manager/img/icons/pdf.gif download: Proposte di IdV per la Fiat (21.95KB)
added: 14/01/2010
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Aggiornamenti sul regolamento cultura – se ne discute in consiglio comunale giovedi 14 gennaio

Giovedì 14 gennaio 2010 in Consiglio Comunale si discuterà finalmente del Regolamento delle attività culturali.
La trattazione del tema della cultura e del regolamento sulle attività culturali ha visto nel corso del 2009 un intenso scambio di idee e proposte tra i consiglieri comunali di IdV e del centro sinistra e gli artisti ed operatori culturali della città.
Il confronto democratico sul tema ha dato frutto a diversi emendamenti al  Regolamento delle attività culturali proposto dall’Amministrazione (di seguito potete scaricare il testo con la proposta dell’amministrazione da un lato e di fianco quella emendata da noi di IdV a seguito delle proposte nate durante le assemblee).
assemblea-cittadina_regolamento-attivita-culturali
Il 4 gennaio 2010 è stata organizzata nell’aula consiliare del Comune di Palermo un’altra assemblea, da considerare come tentativo di avanzamento del dialogo in merito e per questo vi chiediamo di perdonare le evidenti difficoltà organizzative e di articolazione del processo.
L’assemblea ha però avuto nonostante tutto il grande merito di riaprire il dibattito con artisti ed operatori culturali ed esponenti di IdV sul tema della cultura a palermo  che sembrava essersi interrotto.
Seguiranno incontri più organizzati e strutturati per determinare insieme altre tappe del duro lavoro di rivalutazione del territorio con l’individuazione di punti all’ordine del giorno concreti e con la costituzione di gruppi tematici (teatro, musica, scultura, arti figurative ecc.)
Intanto nella discussione del  Regolamento delle attività culturali durante i lavori del Consiglio Comunale di giovedì noi di IdV abbiamo voluto da subito trovare un primo punto di concretezza a questo stimolante e costruttivo percorso.
http://ferrandelli.it/wp-content/plugins/downloads-manager/img/icons/pdf.gif download: Regolamento delle Attività Culturali con modifiche a fronte (497.50KB)
added: 11/01/2010
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Condividendo gli stessi sogni dell’amico Tony Matranga


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